Diritto al conto a Monaco: la riforma
Pagamenti·5 min read·11 October 2026

Diritto al conto a Monaco: la riforma

Monaco rafforza il diritto al conto bancario. Cosa cambia per le aziende online e come prepararsi prima che la riforma entri in vigore.

Per un'azienda online il conto bancario è il tassello di cui nessuno parla, finché non viene a mancare. Stripe, Shopify Payments, Adyen e quasi tutti gli altri fornitori di pagamento versano gli incassi su un conto intestato all'azienda. Niente conto, niente accrediti. E un negozio che non può essere pagato è, di fatto, un negozio chiuso.

Per questo il voto del Conseil National di inizio ottobre 2026 riguarda founder e responsabili e-commerce, non solo i banchieri. L'assemblea ha approvato all'unanimità il progetto di legge n. 1124, che modifica la legge n. 1.492 dell'8 luglio 2020 sull'istituzione di un diritto al conto. La riforma non è ancora applicabile: deve essere promulgata e pubblicata nel Journal de Monaco, e non è stata annunciata una data di applicazione. Ecco cosa cambia, cosa resta uguale e cosa conviene preparare fin da ora.

Cosa prevedeva già la legge del 2020

La legge 1.492 ha introdotto un "droit au compte" per persone fisiche e giuridiche con un legame con Monaco. In sintesi, in caso di rifiuto ci si poteva rivolgere allo Stato per ottenere la designazione di una banca, tenuta poi a fornire un insieme di servizi bancari di base. Le banche potevano comunque rifiutare in alcuni casi, in particolare quando identità o titolare effettivo non erano verificabili secondo le norme antiriciclaggio.

Nella pratica il meccanismo aveva un punto debole: presupponeva un rifiuto formale. Una banca che non rispondeva, o chiedeva sempre un documento in più, lasciava il richiedente senza alcuno strumento per far valere il proprio diritto. Secondo il Governo, l'obiettivo della riforma è rendere le procedure più chiare e i tempi più prevedibili.

Cosa cambia con il progetto di legge 1124

Sulla base della comunicazione governativa e dei resoconti sul testo approvato, le principali novità sono:

  • Platea più ampia. Il diritto si estende a chi possiede solo un conto cointestato e, aspetto cruciale per le imprese, alle persone fisiche e giuridiche il cui conto è in fase di chiusura.
  • Tempi certi per le banche. La banca ha 30 giorni lavorativi per chiedere i documenti necessari e poi un termine definito per decidere a pratica completa. Il silenzio vale come rifiuto.
  • Ricorso senza rifiuto formale. Se la banca non risponde nei tempi, il richiedente può rivolgersi alla Direction du Budget et du Trésor, che deve designare un istituto entro 10 giorni lavorativi.
  • Rifiuti motivati. La banca deve spiegare il rifiuto, salvo che ciò comprometta la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico.
  • Sanzioni e procedura rapida. Secondo la stampa sono previste sanzioni amministrative fino a 10.000 € per le banche inadempienti, oltre a una procedura accelerata davanti al Presidente del Tribunal de première instance contro rifiuti o chiusure.

Cosa non cambia: le banche mantengono tutti gli obblighi in materia di antiriciclaggio, finanziamento del terrorismo, proliferazione e corruzione. La riforma rende la procedura esigibile, non abbassa l'asticella dei controlli.

Perché conta per le aziende digitali

Le aziende online con sede a Monaco hanno vissuto anni complicati con banche e fornitori di pagamento. L'inserimento nella lista grigia del GAFI nel giugno 2024 ha spinto molti istituti a irrigidire l'onboarding e a rivedere i clienti esistenti; abbiamo approfondito il lato pagamenti nell'articolo sulla possibile uscita dalla lista grigia. Agenzie, brand e-commerce, start-up SaaS e attività vicine alle cripto hanno spesso visto aperture di conto lentissime o verifiche improvvise.

L'inclusione dei conti in chiusura è per loro il cambiamento più concreto. Una chiusura non è solo un problema bancario: interrompe gli accrediti del fornitore di pagamento, fa saltare gli addebiti degli abbonamenti software e può bloccare un e-shop in piena stagione. Un percorso più chiaro verso un conto sostitutivo, con scadenze precise, riduce questo rischio.

Cosa la riforma non risolverà

Serve realismo. Il diritto al conto garantisce servizi di base, non un rapporto commerciale completo. Da quanto pubblicato nulla indica che obblighi una banca a offrire l'acquiring delle carte, conti multivaluta o credito, né che imponga ai fornitori di pagamento di accettarvi. Quali servizi siano coperti va chiarito con la propria banca o con un legale una volta pubblicato il testo definitivo.

Soprattutto, non è ancora in vigore: fino alla promulgazione resta valida la procedura attuale.

Come prepararsi da subito

La maggior parte dei ritardi nasce da pratiche incomplete o incoerenti. Qualunque sia l'esito dell'iter, questi accorgimenti accorciano i tempi:

  1. Tenere aggiornato un dossier KYB. Statuto, estratto RCI, registro dei titolari effettivi, prova dell'indirizzo, documenti degli amministratori, ultimi bilanci e una pagina che descriva modello di business e flussi di pagamento.
  2. Allineare il sito al dossier. I team compliance guardano il vostro sito. Note legali, dati societari, condizioni di vendita, politica di rimborso e schede prodotto devono corrispondere a ciò che dichiarate alla banca. Un sito chiaro e professionale, pensato insieme al vostro impianto e-commerce, fa parte della documentazione di due diligence.
  3. Mettere tutto per iscritto, con le date. Conservate la prova di quando avete inviato i documenti e di ogni risposta della banca. Con la nuova procedura, sono proprio queste date a consentire il ricorso.
  4. Evitare il punto unico di vulnerabilità. Se possibile, prevedete un secondo canale di accredito o un conto di riserva, e sappiate quanto tempo servirebbe per cambiare fornitore sul vostro negozio Shopify o sul checkout su misura.

Cosa seguire nelle prossime settimane

Tre elementi da tenere d'occhio: la promulgazione e la pubblicazione nel Journal de Monaco, eventuali testi attuativi che precisino i termini, e la plenaria del GAFI attesa a fine ottobre, che potrebbe cambiare il modo in cui le banche guardano ai clienti monegaschi. Nulla di tutto ciò è scontato, e il diritto bancario è materia per specialisti: verificate il testo definitivo con la vostra banca o con un consulente legale monegasco prima di farvi affidamento.

Se gli attriti con le banche frenano i vostri progetti online, è il momento giusto per rivedere l'architettura dei pagamenti all'interno di una strategia digitale più ampia.

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