
Riconoscimento facciale a Monaco
Il disegno di legge 1087 aprirebbe al riconoscimento facciale della polizia a Monaco. A che punto è, e cosa significa per le vostre telecamere.
Dal dicembre 2023 giace al Conseil National un disegno di legge che consentirebbe alla Direction de la Sûreté Publique di applicare il riconoscimento facciale alle immagini delle telecamere installate nei luoghi accessibili al pubblico. Non è mai stato votato. Nel dicembre 2025 l'APDP ha espresso un parere insolitamente severo, e il Conseil National lo ha inserito tra i dossier rilevanti del 2026.
Oggi il testo non impone nulla alla vostra azienda. È però l'anticipazione più chiara di come Monaco intenda regolare l'analisi automatizzata delle immagini. Se gestite telecamere, ricevete pubblico o vi è stata proposta della videoanalisi «intelligente», conviene capire il tema prima del voto, non dopo.
A che punto è davvero il testo
Il disegno di legge n° 1087 riguarda l'uso della videoprotezione e della videosorveglianza dei luoghi accessibili al pubblico per il rilevamento, la ricerca e l'identificazione di persone ricercate o segnalate tramite sistemi di identificazione biometrica a distanza. È stato depositato al Conseil National il 19 dicembre 2023 e assegnato alla Commission de Législation, dove gli eletti possono emendarlo.
Il testo autorizzerebbe la Sûreté Publique — non gli operatori privati — a impiegare l'identificazione biometrica a distanza sulle immagini video per rintracciare persone ricercate o segnalate per motivi che la legge stessa definirebbe. Il Governo lo presenta come l'automazione di un lavoro che gli agenti già svolgono manualmente, limitato ai volti già segnalati e non rivolto alla popolazione in generale.
Su richiesta del Presidente del Conseil National, l'APDP ha esaminato il testo e pubblicato il proprio parere, delibera n° 2025-022, il 10 dicembre 2025. Il disegno di legge non è tuttora stato votato. I tempi legislativi monegaschi non sono fissi: qualsiasi data annunciata va considerata una previsione.
Le obiezioni dell'APDP
Se il tema vi riguarda, il parere merita una lettura integrale, perché è molto più diretto del consueto linguaggio regolatorio. Le critiche principali:
- Il testo non definisce l'«identificazione biometrica a distanza» e non distingue l'uso in tempo reale dall'analisi a posteriori — nella pratica due cose molto diverse.
- La soglia di attivazione è ampia: l'uso sarebbe ammesso per reati puniti con almeno un anno, il che, osserva l'APDP, copre la grande maggioranza del Codice penale, anziché essere riservato alle minacce gravi.
- Mancano limiti geografici o temporali significativi: in linea di principio il sistema potrebbe operare in modo continuo su tutto il territorio.
- Non è prevista alcuna autorizzazione giudiziaria preventiva, né alcun obbligo di informare le persone identificate.
- Controllo e sanzione sono asimmetrici: non sono previste sanzioni per un uso improprio da parte del personale della Sûreté Publique, mentre le pene ipotizzate per i soggetti privati risultano inferiori a quelle già contenute nella legge n° 1.565.
- Poiché la legge 1.565 esonera i trattamenti di polizia e giustizia dalla valutazione d'impatto, nessuna analisi formale dei rischi precederebbe l'attivazione.
L'APDP non conclude che il riconoscimento facciale sia inammissibile in linea di principio a Monaco. Ritiene che questo testo non sia all'altezza della posta in gioco e che serva una riflessione preliminare seria — anche, a suo avviso, attraverso una legislazione sperimentale dal perimetro definito e sottoposta a valutazione.
Non apre il riconoscimento facciale ai privati
È il punto più frequentemente frainteso. Il disegno 1087 riguarda i poteri dello Stato. Non attribuirebbe ad alberghi, negozi, club privati o amministratori di immobili alcun diritto di identificare i visitatori dal volto.
Per gli operatori privati resta applicabile la legge n° 1.565 del 3 dicembre 2024, che tratta i dati biometrici come categoria particolare con basi giuridiche ristrette. In ambito lavorativo l'APDP è stata esplicita: il controllo degli accessi biometrico può giustificarsi per locali a circolazione limitata, ma non per la rilevazione delle presenze. Identificare clienti o passanti dal volto è tutt'altra cosa e sarebbe molto difficile da giustificare. Se un fornitore vi dice il contrario, fatevelo mettere per iscritto e verificare da un legale, oppure chiarite il punto con l'APDP prima di firmare.
Le telecamere che avete già sono regolate
Molto prima di qualsiasi riconoscimento facciale, la normale videosorveglianza è un trattamento disciplinato dalla legge 1.565. Chi non ha più esaminato il proprio impianto dall'entrata in vigore della legge trova quasi sempre le stesse lacune: telecamere assenti dal registro dei trattamenti, nessuna durata di conservazione definita (le immagini restano finché il disco si riempie), nessun cartello all'ingresso, accesso alle registrazioni aperto ben oltre il necessario, telecamere puntate sulle postazioni di lavoro o sulla via pubblica.
Gli obblighi precisi dipendono da che cosa riprendono le telecamere e perché, e l'APDP pubblica raccomandazioni in merito. Nel dubbio fate verificare la situazione da un professionista invece di darla per scontata: le sanzioni previste dalla 1.565 non sono simboliche.
La videoanalisi con IA è la domanda più urgente
La questione commerciale immediata non è il riconoscimento facciale della polizia, ma ciò che vi vende il fornitore delle telecamere. Conteggio dei passaggi, tempo di permanenza, rilevamento delle code, mappe di calore, stima di età o genere, «riconoscimento cliente» per gli abituali: al commercio, all'ospitalità e allo yachting monegaschi vengono proposti come statistiche anonime.
A volte è esatto. A volte il sistema calcola un modello del volto per poter funzionare, e questo cambia completamente l'analisi giuridica. Prima di installare, ponete al fornitore tre domande precise: il sistema genera un modello biometrico di qualsiasi tipo? Dove avviene il trattamento e dove sono conservati i dati? Una stessa persona può essere riconosciuta da una visita all'altra? Fatevi rispondere per iscritto. Lo stesso rigore vale per qualsiasi strumento di IA inserito in un processo operativo: quelli validi reggono la domanda su come funzionano davvero.
Cosa fare prima del voto, non dopo
In concreto, e in quest'ordine: verificate che le telecamere figurino nel registro dei trattamenti con una finalità dichiarata; fissate e applicate una durata di conservazione; controllate la cartellonistica; limitate e tracciate l'accesso alle registrazioni; sospendete ogni acquisto di analisi basata sul volto finché la base giuridica non è documentata. Se la vostra conformità alla 1.565 non è mai stata verificata, quello è il lavoro di fondo, e conviene affrontarlo con calma con un supporto sulla protezione dei dati anziché in reazione a un reclamo.
Il disegno 1087 potrà essere approvato in forma emendata oppure restare fermo ancora a lungo. In entrambi i casi la direzione è chiara: Monaco legifera per conto proprio sull'analisi automatizzata delle immagini, distinta sia dalla Francia sia dall'Unione europea, con un'autorità di protezione dei dati che non esita a dire pubblicamente quando un testo le pare insufficiente. Le aziende che hanno già in ordine il video e le pratiche di automazione assorbiranno molto più facilmente ciò che arriverà.
Se volete far verificare telecamere, strumenti di analisi e conformità alla legge 1.565 prima che il dibattito prosegua, contattateci.
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